lunedì 30 ottobre 2017

Hip hip hurrà

Apprendiamo dal blog Stataleforum che nell'area verde di Via Gagarin si provvederà alla piantumazione di circa 100 piantine di specie autoctone. Definirle altrimenti sarebbe un azzardo, perché l'ERSAF (Ente Regionale  per i Servizi all'Agricoltura e alle Foreste) fornisce appunto piantine di età massima di due anni, questo per evitare la concorrenza sleale alla vivaistica privata.   

Il tutto è promosso "dall'Istituto di Via Matteotti" (?!?!) in collaborazione con UPM (Un Centro Macrobiotico) di Sedriano. Quest'ultimo, per la verità, aveva già sottoposto un analogo progetto, da realizzarsi in Via Treves alle precedenti amministrazioni e agli stessi uffici comunali, senza averne mai ottenuto l'autorizzazione.

Sia chiaro però che "i costi e la relativa manutenzione saranno ad ESCLUSIVO carico dei proponenti",  una puntualizzazione da parte del blogger, o piuttosto la solita e superflua precisazione da parte dell'Amministrazione OSSESSIONATA dagli oneri di qualsiasi natura e per qualsivoglia finalità? 

Plaudiamo ovviamente all'iniziativa e prendiamo atto che la sensibilità ambientale di codesta amministrazione abbia fatto un piccolo e timido passo avanti. Certo, non ci aspettiamo che Sedriano venga trasformata in un giardino; servirebbe non un cambio di mentalità ma una vera e propria 'lobotomia rigenerativa' - all'attualità impensabile- constatata la pietrificata 'progettualità verde' che la caratterizza.
Questione di costi, di priorità? No: banale e totale disinteresse.      

Dovessimo valutare l'operato dell'Amministrazione, alla luce della legge 14 gennaio 2013 n. 10, 'norme per lo sviluppo degli spazi verdi urbani' , risulterebbe così largamente insufficiente da suggerire un immediato ed intensivo corso di recupero.   

Questo però e quel che passa il convento, pane mal cotto,  per aumentarne il peso, con l'aggiunta di farine di innominabile provenienza, come accadeva nel medioevo, in tempi di carestia. Ma di strada se ne è fatta da allora o no? E allora?     


Ps. Certo uno sforzo "collaborativo" si poteva pur farlo, garantendo per esempio una adeguata e puntuale irrigazione, perché irrigare  almeno una volta alla settimana per alcuni mesi e per almeno 2 anni 100 piantine non è proprio un impegno da poco, soprattutto se non si possiede mezzi ed attrezzature idonee.

Se son rose fioriranno ...se son alberi cresceranno, in attesa di vedere un giardino botanico con finalità ricreative e didattiche...

Utopia, ma lasciateci sognare, anche questo non costa nulla ed è consentito a tutti.

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